Taranto. Ex Ilva: via a costruzione copertura parchi minerali

TARANTO. E' stato terminato nello stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto il secondo arco della struttura di copertura dei parchi minerali. "A lavori conclusi - si legge in una nota dell'azienda sui suoi profili social - l'opera avrà un ruolo decisivo nel limitare la dispersione di polveri verso la città e in particolare il centro abitato di Tamburi". L'arco è lungo circa 84 metri.
L'azienda friulana Cimolai dovrebbe ultimare la copertura dei parchi minerali entro l'ultimo trimestre 2019 e la copertura del parco fossili entro maggio 2020. Ogni struttura, una volta completata, avrà una lunghezza di 700 metri e una larghezza pari a 254 metri (quindi una luce complessiva di 508 metri).
"Oltre il danno la beffa! Ancelor Mittal non solo inquina come e quanto prima, ma non ha portato nessun beneficio all’economia locale e pugliese: e così i tarantini sono beffati due volte, la prima per le condizioni ambientali e di salute nelle quali sono costretti a vivere a causa dell’inquinamento provocato dall’acciaieria, la seconda dovendo assistere all’arricchimento di aziende del Nord che vengono chiamate anche dalla nuova proprietà per alcuni lavori che devono effettuarsi nel siderurgico. Insomma, privati di salute e di soldi". Così in una nota il consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini. 
"Dopo la mia ultima interrogazione - prosegue Borraccino - è apparso a tutti chiaro che i rapporti fra Regione Puglia e Acelor Mittal sono pari a zero, l’assessore allo sviluppo economico, Borracino, è stato chiaro: decarbonizzazione e abbassamento dei livelli di inquinamento, sono le condizioni che vengono poste per intraprendere qualsiasi tipo di contatto". 
"Ma nel frattempo? C’è bisogno di un’azione sinergica che smuova questa stasi che è un danno per tutto il territorio, ma anche per tutta la Puglia. Di qui - conclude Perrini - il mio appello a tutta la politica regionale, alle associazioni di categoria, Confindustria e sindacati in testa, ma anche a tutti i movimenti per attivare qualsiasi azione utile per "costringere" la nuova proprietà dell’ex Ilva a collaborare con le istituzioni e partenariato sociale pugliese".
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Daniele Martini

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